| Dolci di Carnevale 2009: la mappa di Coldiretti |
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Tweet me!| Settore agroalimentare |
![]() Il made in Italy delle delizie regione per regioneSecondo quanto ha stimato Coldiretti, quest’anno per le delizie di Carnevale gli italiani spenderanno circa 120 milioni di euro per un consumo complessivo di 20mila tonnellate di dolcetti tipici che variano da regione a regione. Il carnevale è una festa pagana che ha le sue radici nelle campagne del nostro Bel Paese, ne segue che anche i dolcetti che vengono proposti in questo periodo sono realizzati con ingredienti semplici (zucchero, farina, uova, burro e olio). La tradizione prevedeva, infatti che i banchetti carnevaleschi fossero molto ricchi di portate proprio perché, era necessario consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale. Ma il Carnevale segnava anche il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, dedicata alla semina dei campi e alla ripresa delle attività dopo il ‘letargo’ invernale. Per questo ilfesteggiamento del carnevale è un fenomeno che resiste nel tempo e coinvolge milioni di italiani, soprattutto i più giovani che sfruttano l'evento per divertirsi e approfittare delle molte feste locali e delle centinaia di golosità tipiche che la Coldiretti attraverso un monitoraggio regione per regione ha voluto evidenziare in ricordo delle tradizioni agricole e alimentari. ABRUZZO: cicerchiata, gnocchetti grandi come ceci, fritti, guarniti con zucchero caramellato e miele e decorati con i canditi e confettini; BASILICATA: chiacchiere, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo torta da sanguinaccio, taralli al naspro, zucchero caramellato; CALABRIA: pignolata, piccole sfere di pasta dolce, fritte in olio di oliva e unite tra di loro dal miele e chiacchiere; CAMPANIA: struffoli, bastoncini con zucchero, miele e frutta candita, fritti e con confettini colorati, zeppole e sanguinaccio, crostata con sangue di maiale e cioccolato; EMILIA ROMAGNA: sfrappole e lasagnette, tagliatelle dolci fritte bagnate con succo di arancia e cosparse di zucchero a velo; FRIULI VENEZIA GIULIA: crostoli, le frittelle e - segnala la Coldiretti - le castagnole; LAZIO: frappe fritte o al forno e castagnole gustose e morbide palline di pasta fritta riempite di ricotta o crema pasticciera; LIGURIA: bugie, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo; LOMBARDIA: tortelli, dolci fritti cosparsi di zucchero e cannella o farciti con crema o con uvetta; MARCHE: scroccafusi, palline di pasta con cannella e scorza di limone prima lessate in acqua bollente e poi fritte. spolverati di zucchero e bagnati con alchermes; MOLISE: scorpelle, dolcetti ricoperti di miele e Struffoli; PIEMONTE: bugie, rombi o nastri fritti; PUGLIA: chiacchiere e frittelle; SARDEGNA: brugnolus, a base di farina, uova e purea di patate, fritti e avvolti nello zucchero e orillettas, listarelle di pasta intrecciate, fritte e ricoperte di miele; SICILIA: pignolata, dolce metà bianco e metà nero composto da pezzettini di pasta fritti e ricoperti da glassa al limone o cioccolata e fravioli, ravioli fritti con crema o ricotta; TOSCANA: berlingozzi, ciambelle e cenci, nastri di sfoglia fritti; TRENTINO A.A.: grostoi, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo UMBRIA: frappe e struffoli, bastoncini con zucchero, miele, frutta candita fritti e guarniti con confettini colorati; VALLE D'AOSTA: bugie, tortelli con uva sultanina ammorbidita nel rum e ricoperti di zucchero e panzerotti alla marmellata; VENETO: galani, strisce quadrate o rettangolari fritte, frittelle e castagnole bocconcini fritti. |












