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IMPRESE - Agricoltura: la più grave crisi dal dopoguerra PDF Stampa E-mail
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Confagricoltura è scesa in campo annunciando due manifestazioni a piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, con l'obiettivo di sensibilizzare i parlamentari che stanno discutendo gli emendamenti alla Finanziaria. Ed è il Governo che ha presentato un emendamento che prevede un primo stanziamento di 51,9 milioni di euro per il 2010 e 16,7 milioni di euro per ciascun anno del biennio 2011 e 2012 a favore del Fondo di solidarietà nazionale.

Anche se l’importo definito non copre le esigenze del pregresso - fa sapere Confagricoltura in una nota - e potrebbe essere insufficiente per le coperture assicurative agevolate per il ristoro dei danni dovuti alle calamità naturali l'organizzazione degli agricoltori ha tuttavia apprezzato la proposta governativa che accoglie (anche se parzialmente) le richieste avanzate dalla Confagricoltura che guarda con interesse anche alle anticipazioni emerse in queste ore in merito all’utilizzo dei fondi dello scudo fiscale per interventi in campo agricolo. “Le esigenze non mancano” - commenta Palazzo della Valle - mentre attende ora di conoscere se e come il Governo vorrà concretamente formulare proposte in tal senso, nonché l’entità degli ulteriori stanziamenti.

E il 30 novembre scorso, all’assemblea straordinaria degli oltre 550 quadri dirigenti dell'organizzazione svoltasi a Padova, Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, aveva detto con ironia che "rottamare i frigoriferi serve a poco se poi questi rimangono vuoti” ricordando come il settore sia rimasto privo di ogni possibile incentivo per sopravvivere in questo momento di crisi drammatica. Infatti, la Confagricoltura si sta battendo perché il sistema Paese non abbandoni l'agricoltura che riscia di essere lasciata indietro dalle politiche nazionali adottate per uscire dalla crisi economica, la più grave dal dopoguerra ad oggi: lo testimoniano i dati della campagna 2009 che è la peggiore in assoluto per il tracollo dei prezzi all’origine. Infatti, se tra il 2000 e il 2009 i prezzi pagati agli agricoltori sono diminuiti del 2% mentre i costi di produzione sono aumentati del 28,4%, la rilevazione degli ultimi 12 mesi (agosto 2008 - agosto 2009) si è fatta ancora più drammatica: -16% dei prezzi pagati all’origine agli agricoltori a fronte di un irrisorio contenimento dei costi pari a -3,8%. Una crisi che non ha risparmiato il Veneto, leader nella produzione di molti prodotti agricoli che trascinano tutto il comparto del Made in Italy, dal latte ai cereali (-30% prezzo all’origine, dato Istat 2009), ai prodotti ortofrutticoli (-50% prezzo all’origine nel 2009), fino ai prodotti tipici dell’enogastronomia, anch’essi, con numeri fortemente negativi. Non solo. Le filiere della qualità certificata, Dop e Igp, mostrano segnali di cedimento sia sul fronte dei consumi interni sia su quello della domanda estera. I primi sono calati del 4% nel 2008 rispetto al 2007 e del 3% nel primo semestre 2009, mentre il dato dell’export riferito a Dop e Igp è sceso ulteriormente dell’1,2% nel 2008.

“E’ pur vero che Irpef e Irpeg non sono state toccate - ha affermato Vecchioni - ma sono state falcidiate le risorse da sempre destinate all’agricoltura, non finanziando il fondo di solidarietà, sopprimendo quelle per la piccola proprietà contadina, dimenticando i sostegni alla bieticoltura, eliminando alcuni storici incentivi sul gasolio agricolo, non operando efficacemente sul cuneo fiscale. Di fatto è come se agli agricoltori italiani fossero state aumentate le tasse di parecchi punti”.

E’ arrivata l’ora di un cambiamento radicale e Confagricoltura indica la strada lanciando un progetto economico che - ha detto Vecchioni -“sarà pronto, nelle linee guida, entro due settimane”. Un piano che, nella sua portata complessiva, ha finalità politiche, perché gli agricoltori indicheranno quali siano le più idonee iniziative legislative per il rafforzamento della competitività delle imprese; finalità economiche perché deve incidere sulla riduzione dei costi e sui ricavi per rendere certo il reddito degli agricoltori; finalità sindacali perché la definizione di obiettivi economici renderà gli imprenditori agricoli più consapevoli e capaci di un’efficace azione di lobby.

“Il centro di questo progetto - ha aggiunto Vecchioni - è l’agricoltore-imprenditore; il suo filo conduttore è l’affermazione del principio della libertà di impresa, di aggregazione e di affermazione dell’identità di soggetto economico che intende tutelare i propri interessi. Inutile cercare modelli - ha poi concluso - bisogna intervenire sul contesto in cui ci muoviamo. L’agricoltore deve scegliere dove andare, pretendendo l’efficienza della burocrazia e non subendone il monopolio. Confagricoltura sta crescendo e raccoglie sempre nuovi consensi, anche per questo sentiamo di avere la forza di lanciare una proposta operativa aperta a tutti quelli che vogliono fare questo percorso con noi”. Il progetto si connoterà per i suoi contenuti innovativi, in netta discontinuità con le altre esperienze, soprattutto perché è aperto alla partecipazione di tutti coloro che intendono aderire, nel mondo agricolo e non solo, determinati al conseguimento del reddito. Altro importante elemento di discontinuità rispetto alle attuali esperienze, sarà quello di dotarsi di una struttura operativa leggera, con professionalità moderne, senza appesantimenti “burocratici”.

 

 

 

 

 

 
Fondazione Theodora

Interviste del direttore

Convegno Unioncamere 05.07.2010

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