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MADE IN ITALY - Contraffazione: in Usa è italiano solo il 2% dei formaggi spacciati per tali PDF Stampa E-mail
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Scritto da Laura Cherubini   
Giovedì 11 Marzo 2010 16:17
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parmesanEsiste una diffusa pirateria agroalimentare che inganna i consumatori sul mercato globale e danneggia le imprese di tutte le regioni italiane tanto che il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy rappresenta circa la metà del fatturato dell'intero settore alimentare originale.
Negli Stati Uniti si vendono salsa e conserva di pomodoro ("Roma style"), in Australia si produce salsa bolognese e formaggi con bandiera tricolore in etichetta, in Cina pomodorini di collina, caciotta e pecorino ("Italian cheese"). Ma ci sono anche produzioni tedesche di aceto balsamico di Modena ed amaretto Venezia mentre in Spagna olio di oliva "Romulo" con la lupa disegnata in etichetta, per non parlare del parmigiano reggiano e il grana padano che sono i prodotti tipici più imitati nel mondo (negli Usa solo il 2% del consumo americano di formaggio di tipo italiano è davvero Made in Italy, mentre per il resto si tratta di imitazioni e falsificazioni). Questo l'argomento dell'interrogazione che il senatore del PdL, Tomaso Zanoletti, ha rivolto ai ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia e dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sottolineando la propria preoccupazione che si è di fronte a un inganno globale che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana con il rischio concreto che si radichi nella popolazione un prodotto contraffatto diverso dal Made in Italy alimentare, per cui è importante valorizzare le identità territoriali con l'informazione e l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti, sviluppando le relazioni commerciali sui mercati. In tale ottica, il senatore si auspica la promozione di un accordo sul commercio internazionale, dove è necessario intensificare la lotta alle falsificazioni del cibo, proteggere l'identità territoriale degli alimenti, promuovere la trasparenza degli scambi tramite il World Trade Organization, l'organizzazione internazionale creata allo scopo di supervisionare accordi commerciali tra gli Stati membri, nonché valorizzare le identità territoriali con l'informazione e l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti, sostenendo la conclusione dei provvedimenti legislativi in corso d'esame.
 

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